Volubilis, Patrimonio dell’Umanità dal 1997

Volubilis, Patrimonio dell’Umanità dal 1997

A 27 km da Meknes, la più piccola delle città imperiali, le rovine romane di Volubilis, dichiarata dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”

Questa antica città, è posta su di un promontorio che sovrasta il pianoro sottostante.

La città di Volubilis risulta essere stata abitata già nel neolitico e iniziò a prosperare durante il regno di Mauretania, dal III secolo A.C. fino al 40 D.C..

Nell’anno 45 D.C. la città venne annessa dall’imperatore Claudio, diventando così “città autonoma”.

Gli edifici del quartiere di nord-est risalgono al I secolo, ma dopo il ritiro dei romani da quello che era il “regno della Mauretania” la città inizio a conoscere il suo declino. Venne abitata da cristiani ed in seguito islamizzata dopo l’arrivo di Idriss I nel 788.

Durante il suo regno, Moulay Ismail fece razzia di tutti i marmi della città, come già accadde in altre provincie, per poter abbellire la città di Meknes. Infine, nel 1755, un violento terremoto iniziato in Portogallo, rase completamente al suolo la città. Soltanto nel XIX secolo vennero iniziati i lavori di scavo per riportare in superficie gli spettacolari resti di Volubilis.

Ad oggi circa la metà dei resti è stata riportata alla luce; da segnalare gli edifici della Casa di Orfeo e le Terme di Gallieno, il campidoglio, la basilica, il foro e l’Arco di Trionfo.