Chefchaouen, o più semplicemente Chaouen

Di tutte le città marocchine, Chefchaouen, o più semplicemente “Chaouen”, è certamente quella con la medina più sfavillante, grazie al suo colore azzurro ed indaco. Il colore è eredità del passaggio degli ebrei che utilizzavano il Tehkhelet, un colorante che ricordava il blu del Cielo (la dimora di Dio); arrivarono a Chaouen nel 1492, in fuga da Granada, insieme a numerosi moriscos (es musulmani costretti a professare la fede cristiana).

Questa meravigliosa cittadina composta da un groviglio di case, vicoli e piazzette, è posta tra due montagne, il Jebel Meggou (1.616 mt) e il Jebel Tisouka (2.050 mt.) ed è costruita nella cavità delle due montagne “ech-Chaoua” (“le corna”) ed è da qui che trae il suo nome. Per poterla osservare nella sua completezza è necessario raggiungere la moschea costruita dagli spagnoli durante il loro protettorato in Marocco, moschea che nessuno mai ha voluto utilizzare a scopi di preghiera.

La città fu fondata tra il 1415 ed il 1480 da Moulay Ben Rachid, nel tentativo di fermare l’avanzata dei portoghesi e degli spagnoli. La città, considerata Santa, fu proibita ai cristiani fino al 1920, ma naturalmente questo non ha impedito ai più avventurosi di osservarla fugacemente.

L’isolamento esagerato, ha salvato l’identità arabo-andalusa di Chaouen che, dal 2010 è iscritta nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco.

Al centro della città è posto un insolito minareto ottagonale, parte della grande moschea El-Masjid El-Aadam, costruita probabilmente nel XVI secolo e modificata più volte.
Sempre al centro della piazza si incontrano i numerosi caffè che circondano la Kasbah, con le sue mura merlate fatte di terra rossa battuta ed i suoi 10 bastioni.
All’interno della Kasbah è presente un bel giardino con una serie di fontane e da qui si può godere di una bella visuale delle mura e del camminamento dei bastioni. Sono presenti inoltre 8 moschee.

 

Il quartiere più antico di Chaouen è Souika. Qui si incontrano le case più belle, con porte decorate in legno intagliato. Il nome Souika significa “mercatino”, sono infatti presenti numerose botteghe. La medina ospita più di 100 botteghe di tessitori. Chaouen infatti è famosa anche per le jellaba di lana (i lunghi abiti indossati dagli uomini) che vengono prodotte dagli artigiani locali ed anche per la stoffa a strisce bianche e rosse indossata dalle donne Jebla, una tribù che vive nel Rif occidentale.

Altro quartiere importante della città è “al-Andalus” che accolse gli immigrati musulmani ed ebrei. Le case del quartiere sono dipinte di bianco, verde ed azzurro.

Ormai lo avrete capito :-) Chaouen è da visitare assolutamente! Noi siamo pronti a fornirti tante altre informazioni.

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