Marocco – Tradizioni autentiche | La Djellaba

Marocco – Tradizioni autentiche | La Djellaba

Marocco – Tradizioni autentiche | La Djellaba

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Nello svolgere questo nostro bellissimo mestiere di agenti locali, non è raro che ci venga richiesto di organizzare “attività autentiche” … ebbene, siamo convinti che il Marocco sia uno dei pochi o tanti esempi di Paesi in cui la tradizione non soltanto permane, ma che si adopera per preservarla.

In questi anni di sviluppo tecnologico accelerato, attività tipicamente commerciali vengono messe a disposizione della domanda esterna, soprattutto nelle città maggiori; questa apertura però non intacca quelle che invece rimangono le attività tradizionali.

Abbiamo quindi pensato di parlarvi di una tradizione che resiste nel tempo, e che incuriosisce il visitatore occidentale, ovvero un vestito tradizionale: la DJELLABA!

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Che cos’è la Djellaba?

L’avrai sicuramente notata!

Si tratta di quell’abito lungo fino ai piedi, dotato di cappuccio che serve per ripararsi dal sole, dal vento, dalla sabbia; nella nostra cultura berbera del deserto, è stato utilizzato anche come “borsa”.

La djellaba talvolta è accompagnata dal “cappello rosso” che conosciamo tutti come fez e dalle babbucce gialle!

La indossiamo tutti: giovani, anziani, uomini, donne, in città e/o in zone rurali. Un tratto di “condivisione” del nostro popolo.

Naturalmente vestiamo anche all’occidentale, ma non ci formalizziamo sugli stili.

Djellaba invernale

(djellaba invernale indossata dal nostro Mustapha)

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Come nasce la Djellaba

La djellaba deve la sua forma alle tante influenze delle culture esterne: quella romana, quella andalusa, la cultura ottomana, quella persiana.

L’etimologia non è precisa: si dice che prenda origine da “gallaba o gelibia” che indicava i mercanti di schiavi, oppure che possa indicare un vestito “drappeggiato”, ma la djellaba è un abito cucito, quindi il dubbio permane 😊

Nata come “tunica” maschile, adatta per poter svolgere qualunque tipo di attività, con l’arrivo dell’Islam è diventato un indumento “unisex” in quanto risponde ai principi di riservatezza del Corano.

Piccola nota storica: dall’indipendenza del Marocco (1956), molte donne marocchine hanno abbandonato l’haik in favore della Djellaba. L’Haik è un grande tessuto di cotone o lana di circa 5 metri di lunghezza e 1,60 metri di larghezza che copre il corpo e il volto.

Haik - costume tradizionale

(foto dal web)

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Ma torniamo ai giorni nostri:

la djellaba è simbolo di valori patriottici, su tutti la fedeltà: viene utilizzata dal Re in primis e dai membri del Governo in parlamento; indossato nel passato da tutti i Monarchi;

è “trasversale”: indossata da uomini e donne di ogni ceto

è l’abito delle cerimonie (anche quelle funebri)

La djellaba è tessuta in vari modi per rispondere ai vari “bisogni meteorologici”: di (pura) lana in inverno, in cotone per l’estate.

djellaba estiva

(djellaba estiva, indossata da Soufian; @foto by Paolo Trading)

L’influenza andalusa è l’elemento che ha portato innovazione nelle bordature della Djellaba.

La forma e i colori variano a seconda della tradizione di chi la indossa, in ogni caso, il colore scelto, può (il condizionale è d’obbligo) indicare la situazione familiare; se di colore marrone, per esempio, indica lo stato di celibato. Occhio al colore dunque 😉

Insomma: nonostante il progresso provi in tutti modi ad intaccare le nostre tradizioni, la djellaba rimane un elemento importante del patrimonio storico e culturale del Mondo orientale e del Marocco in particolare.

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Djellaba d’Elite

Una curiosità che ti invitiamo ad annotare per quando verrai a visitare il Marocco: sull’Alto Atlante si trova un piccolo villaggio che porta il nome di Bzou: è qui che le donne – di generazione in generazione – trasmettono l’arte di tessere la Djellaba.

Si tratta di una tessitura di altissima qualità, che prevede l’utilizzo di una tela chiamata kharka, che serve a produrre le Djellaba bianche che indossano i componenti della Famiglia Reale e i membri del Regno.

L’alto prezzo della djellaba bziouia è giustificato dal processo complesso che viene seguito per realizzare questo indumento. Possono volerci fino a 6 mesi!

3 mesi per preparare la lana di montone (la lana deve essere lavata, seccata, pettinata …) e 2 mesi per tesserla.

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Differenza tra Djellaba e Kaftano : la differenza si sostanzia nel cappuccio che non è presente nel Kaftano.

Di origine ottomana, in Marocco viene utilizzato dalle donne in occasione del proprio matrimonio.

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Bene, speriamo di averti incuriosito ma soprattutto averti raccontato qualcosa in più della nostra cultura!

Ti aspettiamo in Marocco.

 

 

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