Le Concerie di Fes – Chouara e Sidi Mousa

Le Concerie di Fes – Chouara e Sidi Mousa

LE CONCERIE DI FES

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Parlare delle Concerie di Fes  è un modo per aggirare l’ostacolo, lo ammettiamo, perché Fes (o Fez) è una città infinita e servirebbe una cultura a 360 gradi per raccontarla in maniera ampia e corretta.

Stringendo il cerchio, diventa più semplice raccontare qualcosa di curioso (anche se non sconosciuto) e al contempo di attendibile.

Abbiamo scelto di parlare delle Concerie perché si tratta di strutture in cui si svolge una attività artigianale secolare, che tende a scomparire nel mondo occidentale,

Tutti noi vediamo il prodotto finito, bofonchiamo quando è il momento di pagare 😊 ma la più parte dei visitatori ignora totalmente il lavoro pesante che c’è dietro ogni oggetto prodotto manualmente.

All’interno dei suk i colori ci inebriano, un po’ meno l’odore forte della pelle, non si può dunque fare a meno di andare a curiosare.

 

La storia delle Concerie

Facciamo un passo indietro: Fes è la terza città più grande del Marocco, fondata nell’VIII° secolo e che conta, nel 2018, più di 1 milioni di abitanti.

Lo spirito di Fes, è quello di mantenere la tradizione, e lo si nota certamente all’interno della Medina (Patrimonio dell’Unesco dal 1981), che prende il nome di Fès el Bali; al suo interno, è racchiuso il mondo dell’artigianato (ma non solo) e tra le attività che spiccano, c’è sicuramente quella dei conciatori di pelle.

(Fes Medina)

Prendendo la rue Méchatine si trova il souk dei conciatori, a sud della medina.

Sono presenti 4 importanti Concerie:

  • la più grande, la Conceria Chouara, di recente restaurata grazie al Progetto voluto dal Re Mohammed VI che ha stanziato svariati miliardi di euro per un piano quinquennale per la rinascita di 27 monumenti, 4 caravanserragli, e naturalmente per le concerie; i lavori di ristrutturazione della Medina, dovrebbero completarsi totalmente nel 2019;
  • una struttura media, la Conceria Sidi Mousa, nei pressi del Museo Nejjarine; questa conceria risale all’XI secolo;

(Conceria Sidi Mousa)

  • 2 Concerie più piccole.

La Conceria Chouara ha circa 900 anni e al suo interno operano più di 500 maestri artigiani che lavorano ogni giorno nelle 1200 vasche, una “tavolozza di colori” la definiscono i più; gli artigiani sono riuniti sotto forma di cooperative.

Le vasche bianche sono quelle “odorose” … eheheheheh … quelle che contengono la miscela per disinfettare le pelli.

Dettaglio importante: tutte le Concerie, necessitano di acqua, per questa ragione vennero costruite vicino al fiume. I lavori di restauro della Conceria hanno permesso di migliorare le condizioni di lavoro degli artigiani e di migliorare la qualità dell’aria per le persone che vivono nei pressi delle Concerie”

 

(una immagine storica della Conceria nel passato)

Come viene lavorata la pelle

Entriamo nel particolare! E come facciamo? Beh, entrando in uno dei negozi di pellame che affacciano sulle terrazze delle Concerie, “armati di rametti di menta” e via, alla scoperta di questa attività.

La “concia” è il processo seguito per ottenere un prodotto in pelle.

Si tratta di un’attività operata da secoli, rimasta pressoché intatta fino ai giorni nostri e che in Marocco si è sviluppata durante il periodo degli Almohadi, in particolare a Marrakech e Fes e in misura minore a Taroudant.

La principale fonte di attrazione delle concerie, sono le grandi vasche colorate, dove gli uomini si immergono per lavorare le pelli, seguendo un processo completamente manuale; nessuna operazione viene svolta utilizzando macchinari.

Le concerie lavorano le pelli di mucca, pecora, capra e dromedario. La migliore di tutte queste pelli è quella di capra!

Le fasi della lavorazione sono le seguenti:

3 giorni circa di lavoro per pulire le pelli, immergendole in una miscela di orina bovina, calce viva, acqua e sale; questa operazione serve a far staccare il grasso e i peli dell’animale; l’operazione continua manualmente, dopodiché le pelli vengono inserite in vasche contenenti il guano (escrementi di piccione) per ammorbidire la pelle e prepararle a ricevere il colore;

dopo l’asciugatura al sole (che dura circa 3 giorni), si passa alle vasche per la colorazione della pelle, utilizzando colori naturali: il fiore di papavero per il rosso, l’indaco (blu), l’henné (arancione), il legno di cedro (marrone), la menta (verde) e lo zafferano (giallo). Altri materiali utilizzati per la tintura sono la polvere di melograno, che viene strofinata sulle pelli  e l’olio d’oliva per dare lucidità;

A questo punto le pelli vengono messe nuovamente ad asciugare.

Quando le pelli sono asciutte, vengono piegate in quarti e impilate in un angolo della conceria o nei negozi del laboratorio

Tutto il processo, se fatto con il bel tempo, dura all’incirca 15 giorni; in caso di brutto tempo si arriva anche a 30 giorni.

Bene, ci auguriamo di aver suscitato in te un po’ di curiosità.

Ricorda tutto quanto raccontato ogni volta che ti troverai a trattare il prezzo di un prodotto in pelle 😉

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